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Allora, come primo colpo d'occhio, più che il Purgatorio sembravo finita direttamente all'Inferno, come se avessi preso uno di quei treni regionali veloci che saltano le fermate dei paeselli e vanno diritti in città. La parola d'ordine di questo posto era "rosso". Tutto era rosso: i cespugli, la terra, l'erba molto rada, il sole era una palla rossa accecante, e persino i rigagnoli d'acqua qua e là erano rossi.
"Carina la location. Ottima per mettere a proprio agio i nuovi arrivati"
Marley canticchiava "No woman no...eh? Ah sì, a me piace in realtà. E' molto alternativo"
"Ah beh su questo non ci piove, anche se non credo sia il verbo adatto. Da quant'è che non vedete acqua in questo posto?"
Marley si girò leggermente verso di me, continuando a camminare. "Cioè fammi capire: sei morta, hai appena varcato la porta del Purgatorio e la prima domanda che ti viene da fare è sulla situazione meteo?"
Mh, beh messa così in realtà aveva ragione. "Sì è da idioti, però è talmente tutto assurdo...vorrei riprendermi un po' di...contesto mortale?"
Marley si grattò la testa. "Non hai tutti i torti. Comunque per risponderti, non sono io che gestisco le precipitazioni. Non gestisco nulla in realtà, quindi non saprei risponderti con precisione. Accompagno solo le anime dei nuovi arrivati nelle varie zone del Purgatorio, che essenzialmente sono due. Questa è la Prima Parte, poi verrà la Seconda Parte"
"Ah, tipo al cinema...ci sono i pop corn?"
Marley sogghignò. "Un'altra domanda "mortale". Dipende se te li meriterai". Stavo per ribattere, quando sentìì un rombo. Anzi no, era un ritmo, un ritmo musicale. Anzi meglio, era un ritmo di musica house, tipo discoteca a Berlino. Aguzzai la vista, ma Marley mi anticipò. "Ecco il carro!"
Porca vacca, non stava scherzando: in mezzo al nulla, un po' come con il cancello, era spuntando un carro allegorico tipo Viareggio e stava procedendo lungo il sentiero dove stavamo camminando noi. Era anche questo interamente rosso, a tre piani, trainato da...nulla, si muoveva in autonomia. La musica house era sparata a palla.
"Ma dove diavolo sono finita?"
Marley mi diede una pacca sulla spalla. "Qua facciamo le cose in grande stile, per dilettare le anime"
"Ma che roba è? Un carro allegorico con musica house...nel Purgatorio?"
Marley fece spallucce. "Sì non piace neanche a me, però il mio collega è stufo di sentire la mia roba reggae, quindi ho dovuto scendere a compromessi". Lo guardai con gli occhi sgranati. "C'è un tuo collega su quel carro?"
"Eh certo. Ci diamo il cambio ogni settimana: una volta faccio io e una volta fa lui per questo carro. Ce ne sono molti in giro, ma questa è la nostra zona. Sul carro ci sono anime di ogni tipo, nuove e anche un po' troppo avezze al Purgatorio. Ti va di conoscerle?"
Non sapevo cosa rispondere. Carri allegorici, anime in Purgatorio da tanto tempo, colleghi, musica house, turni...e tutto così rosso. Però in fondo che avevo da perdere? Ormai ero morta, tanto valeva scoprire tutti i lati dell'aldilà, magari era anche vero che nell'altro mondo era uno spasso.
Tirai un lungo respiro liberatorio e mi decisi. "Va bene Marley, andiamo". Lui sorrise. "Nessuno mi chiama Marley di solito, mi chiamano tutti Bob. Ma mi piace la scelta del cognome, mi rende più simile all'originale".
"Oh, Dio...Andiamo?"
"Ah sì sì, chiaro. Andiamogli incontro, ci farà salire dalla porta laterale".
E così ci dirigemmo verso le anime che si stavano schiantando i timpani a suono di musica house.